Impianti antizanzare: sicurezza e normativa

Sicurezza e normativa: in breve

Un impianto antizanzare a nebulizzazione è sicuro quando usa prodotti autorizzati dal Ministero della Salute, alle dosi indicate in etichetta, con cicli programmati quando il giardino è vuoto e ugelli lontani da vasche, orti e piante in fioritura.

In Italia non c’è una legge sull’impianto in sé: la legge regola i prodotti che nebulizza. Insetticidi e repellenti possono essere venduti solo come presidi medico-chirurgici (DPR 392/1998) o come biocidi autorizzati secondo il Regolamento (UE) 528/2012, e in etichetta devono riportare il numero di registrazione o di autorizzazione.

In questa pagina trovi le regole, le fonti e i controlli da fare.

  • >99% di acqua nella miscela nebulizzata
  • DPR 392/1998 e Reg. (UE) 528/2012: le norme sui prodotti
  • 0 € il sopralluogo tecnico, senza impegno
Famiglia con bambini, cane e gatto nel giardino di casa protetto da un impianto antizanzare sicuro

Cosa dice la legge sugli impianti antizanzare?

La legge italiana non disciplina l’impianto come apparecchio, ma i prodotti che nebulizza. Centralina, tubazioni e ugelli sono componenti tecnici; ciò che deve essere autorizzato è la miscela caricata nel serbatoio.

Le norme di riferimento sono due:

  • DPR 6 ottobre 1998, n. 392: definisce i presidi medico-chirurgici (PMC), tra cui gli insetticidi per uso domestico e civile e gli insettorepellenti. Un PMC può essere venduto solo dopo l’autorizzazione del Ministero della Salute, che valuta la documentazione presentata dal produttore.
  • Regolamento (UE) n. 528/2012 sui biocidi: armonizza a livello europeo l’approvazione dei principi attivi e l’autorizzazione dei prodotti. Finché il riesame europeo di un principio attivo non è concluso, vale il regime nazionale dei PMC (art. 89 del Regolamento).

Quando un principio attivo viene approvato, i PMC che lo contengono restano in commercio solo se il produttore chiede l’autorizzazione come biocida. Se invece il principio attivo non viene approvato, i prodotti che lo contengono escono dal mercato entro 12 mesi dalla decisione. Per questo la composizione delle miscele per impianti può cambiare nel tempo.

Le tre categorie di prodotti che si trovano in commercio per gli impianti antizanzare
CategoriaCosa riporta l’etichettaChi lo ha valutato
Presidio medico-chirurgico (PMC)«Presidio Medico-Chirurgico» e «Registrazione del Ministero della Salute n. …»Ministero della Salute, ai sensi del DPR 392/1998
Biocida autorizzatoNumero di autorizzazione del prodotto biocidaAutorità nazionale o UE, ai sensi del Reg. (UE) 528/2012
Prodotto in libera vendita (profumatori, «disabituanti»)Nessun numero di registrazioneNessuna valutazione preventiva su efficacia e sicurezza come insetticida

Come si riconosce un prodotto antizanzare autorizzato?

Si riconosce dall’etichetta: un presidio medico-chirurgico deve riportare la dicitura «Presidio Medico-Chirurgico» e il numero di «Registrazione del Ministero della Salute». Un biocida autorizzato riporta invece il proprio numero di autorizzazione. Se il numero non c’è, il prodotto non è stato valutato come insetticida o repellente.

Oltre al numero, sull’etichetta di un prodotto per impianti controlla:

  • principi attivi e percentuali (per esempio permetrina, tetrametrina, piretro naturale, geraniolo);
  • il titolare della registrazione, cioè l’azienda responsabile del prodotto;
  • le istruzioni per la nebulizzazione: diluizione in acqua, dosi, frequenza dei cicli;
  • le avvertenze: tossicità per organismi acquatici e api, tempi prima di poter tornare nell’area trattata, distanza da alimenti e animali;
  • la scheda di dati di sicurezza, che il venditore deve poter fornire.

Un consiglio pratico: chiedi sempre al tecnico il nome commerciale e il numero di registrazione del prodotto che carica nel serbatoio. È un’informazione che un installatore serio fornisce senza problemi.

Posso installare un impianto antizanzare se ho vicini o vivo in condominio?

Sì, a patto che la nebulizzazione resti dentro la tua proprietà. Gli ugelli si orientano verso l’interno del giardino e si evitano i cicli con vento forte. Le immissioni sul fondo del vicino che superano la normale tollerabilità possono essere contestate (art. 844 del Codice civile).

  • Confine con il vicino: ugelli rivolti verso la tua siepe, non verso la sua; nei tratti a ridosso di finestre o terrazzi altrui si riduce o si esclude la nebulizzazione.
  • Giardino di proprietà esclusiva in condominio: l’impianto si installa come in una casa indipendente, rispettando il regolamento condominiale.
  • Parti comuni (siepi condominiali, recinzioni comuni, cortili): di regola serve il via libera dell’assemblea.
  • Confine con scuole o asili: per i trattamenti adulticidi pubblici le ATS lombarde li vietano nelle aree vicine a nidi, scuole dell’infanzia e primarie negli orari di apertura. È buona prassi applicare lo stesso criterio anche ai cicli privati.

Ordinanze comunali e piani regionali: cosa cambia per chi ha un impianto?

L’impianto non esonera dagli obblighi previsti dall’ordinanza antizanzare del tuo Comune, che riguardano soprattutto i focolai larvali. La strategia nazionale privilegia la lotta alle larve e riserva i trattamenti contro le zanzare adulte ai casi di reale necessità.

Il quadro di riferimento è il Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025, prorogato dal Ministero della Salute fino al 31 dicembre 2026. In Lombardia le ATS invitano i Comuni a emettere ogni anno un’ordinanza del Sindaco per la prevenzione e il controllo delle zanzare.

In concreto, chi ha un impianto deve comunque:

  • eliminare i ristagni d’acqua: sottovasi, secchi, teli, grondaie intasate;
  • trattare tombini e caditoie con larvicidi, se l’ordinanza lo richiede;
  • controllare le prescrizioni del proprio Comune, che possono cambiare da un anno all’altro e da un Comune all’altro.

L’impianto protegge gli spazi che vivi dalle zanzare adulte che arrivano dai focolai vicini; la rimozione dei ristagni riduce quelle che nascono in casa tua. Le due cose insieme danno il risultato migliore.

Come Antizanz progetta un impianto antizanzare sicuro

Per noi la sicurezza si decide al sopralluogo, prima ancora di scegliere il prodotto. Ecco come lavoriamo su ogni impianto che installiamo o prendiamo in carico.

  1. Mappatura del giardino: segniamo giochi, tavoli, cucce, laghetti, orto, piante da frutto, siepi fiorite e confini con i vicini.
  2. Tracciato sul perimetro: ugelli sulla vegetazione di confine, orientati verso l’interno, lontani dalle zone vissute e dall’acqua.
  3. Solo prodotti autorizzati: presidi medico-chirurgici o biocidi registrati, diluiti secondo l’etichetta, in miscele composte per oltre il 99% da acqua.
  4. Programmazione concordata: cicli brevi la sera, di notte o all’alba, quando il giardino è vuoto e le api non sono in volo.
  5. Istruzioni chiare: ti spieghiamo quando tornare in giardino dopo un ciclo e come gestire la ricarica del serbatoio.

Per le attività aperte al pubblico applichiamo in più le regole di igiene alimentare: trovi i dettagli nella pagina dedicata agli impianti antizanzare per ristoranti e locali. Se hai già un impianto installato da altri, possiamo verificarlo con il servizio di riparazione e subentro.

Checklist: 5 controlli per un impianto antizanzare sicuro

Prima di installare un impianto, o per verificare quello che hai già, controlla questi cinque punti:

  1. Il prodotto nel serbatoio ha in etichetta un numero di registrazione o di autorizzazione.
  2. La diluizione rispetta le indicazioni dell’etichetta.
  3. I cicli partono quando il giardino è vuoto: sera, notte o alba.
  4. Gli ugelli di confine sono orientati verso l’interno della proprietà.
  5. Rispetti l’ordinanza antizanzare del tuo Comune ed elimini i ristagni d’acqua.

Vuoi capire come funziona l’impianto nel dettaglio? Leggi la guida comparativa alle soluzioni antizanzare per il giardino e l’articolo su come funziona un impianto a nebulizzazione.

Sicurezza e normativa: dove interveniamo

Fonti

  1. Ministero della Salute, Presidi medico-chirurgici: che cosa sono, aggiornato il 23/04/2021.
  2. Ministero della Salute, Periodo di transizione (art. 89 Reg. UE 528/2012), aggiornato il 23/04/2021.
  3. Regolamento (UE) n. 528/2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi.
  4. ATS Bergamo, Arbovirosi: informativa ai Comuni, aggiornato il 26/11/2025.
  5. FNOVI, Piano Nazionale Arbovirosi 2026: rafforzamento delle misure di prevenzione, 29/04/2026.
  6. Codice civile, art. 844 – Immissioni.

Questa pagina ha valore informativo e non sostituisce le indicazioni dell’etichetta del prodotto né le prescrizioni del tuo Comune.

Domande frequenti

Sì. Nessuna norma vieta di installare un impianto antizanzare a nebulizzazione in un giardino privato. Devono essere a norma i prodotti nebulizzati, che vanno autorizzati come presidi medico-chirurgici dal Ministero della Salute o come biocidi ai sensi del Regolamento (UE) 528/2012, e va rispettata l'ordinanza antizanzare del Comune.

Di norma no, per un impianto nel proprio giardino. Conviene però leggere l'ordinanza antizanzare del Comune, che può contenere prescrizioni sui trattamenti nelle aree private. Se l'impianto riguarda parti comuni di un condominio serve il via libera dell'assemblea.

Sono due regimi di autorizzazione. Il presidio medico-chirurgico è autorizzato dal Ministero della Salute in base al DPR 392/1998 e vale finché il principio attivo è in riesame in Europa. Il biocida è autorizzato in base al Regolamento (UE) 528/2012 quando il principio attivo è già stato approvato. In etichetta il primo riporta la «Registrazione del Ministero della Salute n.», il secondo un numero di autorizzazione.

Il tempo esatto è indicato nell'etichetta del prodotto. In pratica si programma il ciclo quando il giardino è vuoto, di sera, di notte o all'alba, e si torna quando la vegetazione è asciutta.

Il proprietario dell'impianto. Le immissioni che superano la normale tollerabilità possono essere contestate in base all'art. 844 del Codice civile. Per evitarlo gli ugelli di confine si orientano verso l'interno della proprietà e si evitano i cicli con vento forte.

I prodotti che lo contengono non possono più essere messi a disposizione sul mercato decorsi 12 mesi dalla decisione di non approvazione (art. 89 del Regolamento UE 528/2012). In quel caso l'installatore deve passare a una miscela autorizzata diversa.

Chi cura queste informazioni

Le informazioni di questa pagina sono curate da Antizanz, azienda che dal 2013 si occupa esclusivamente di impianti antizanzare a nebulizzazione: progettazione, installazione, assistenza e riparazione. Siamo installatori autorizzati Mister Mosquito nelle province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Milano, Varese e Novara.

Pagina aggiornata il 3 ottobre 2026.

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